Tutti gli anni mi faccio fregare.
So' che Claudio ci tiene e mi alzo in orari improponibili per arrivare in luoghi dimenticati da Dio e dagli uomini a fare una delle cose piu' faticose in natura : "una corsa campestre".
Tutti gli anni stramaledico me stesso per essermi lasciato convincere spergiurando financo in aramaico antico che giammai mi ritrovero' alla partenza di un simile stillicidio ma tant'e'.
Quest'annno si e' raggiunto il TOP
Da buon padre degenere avevo anche convinto io figlio piccolo (Jacopo) a venire con me, vedrai che ti diverti, e' la prima prova del Monga, gli avevo detto falso come giuda iscariota.
All'arrivo gia' dovevo subdorare che non sarebbe stata una giornata facile.
La neve imperava sovrana, pareva di essere a Cortina su una pista da sci, mancavano solo le seggiovie, per il resto non mancava nulla. la massa di partecipanti non era corposa come gli altri anni e soprattutto faceva un freddo polare da freezer.
Le prime a partire erano le donne e (come definirli) i runner piu' in la con gli anni, beati loro che facevano un solo giro...
Partiti, ok qualche difficolta' a fare grip sulla neve ma per il resto forse non era cosi' tremenda come sembrava....
Passava il tempo e non arrivavano....strano....
io intanto provavo a scaldarmi invano corricchiando avanti e indietro dentro la neve sempre in attesa della prima batteria.
Ed eccoli alfine.
Le facce stravolte come soldati napoleonici dopo la ritirata di Russia, Francesca con una faccia che era tutto un programma narrava di pezzi di tragitto assolutamente impraticabili, Anghinelli invece alla mia domanda se era dura, mi rispondeva con una espressione parecchio esplicativa, senza proferire verbo, probabilmente perche' senza fiato.
Ed era quindi la nostra ora.
Subito una bella notizia, un giro solo anche per noi !
YUPPI !!
Facile !!
Si fa in carrozza !!
STOLTO
Via...dopo il primo giretto sulla neve subito il dramma
la marcita di nome e di fatto era in realta' una piscina olimpionica ghiacciata travestita, tra una buca da mezzo metreo e l'altra cercavamo un po' tutti di tirare avanti, chi correndo, chi saltando chi con qualche bracciata di crawl.
Il fango schizzava come sangue in un film splatter.
I piedi erano ormai due polaretti alla fragola pronti da vendere in gelateria ma ormai inutili per deambulare.
HO visto svariati santi a tutti i cartelli cronometrici, ma nessuno che mi faceva la grazia.
Insomma una Via Crucis nella quale mi sono piazzato penultimo...
fortuna che la prossima e' a Gennaio...
penso che saro' malato..;)
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