E' stata la prima volta.
Ma avevo talmente letto e sentito parlarne, che molte cose mi sembrava di avrele gia' vissute.
La preparazione, l'attesa, la dieta, la fatica, la voglia di ritirarti, la testa e il corpo che non si parlano piu', la disperazione. C'e' chi urla, c'e' chi piange, tanti (ma quanti !!) si fermano.
Alcuni ripartono, altri si siedono e per loro forse la gara e' finita.
Ma ci sono alcune cose che non mi aspettavo, e che il giorno dopo sono il ricordo piu' bello e inatteso.
Il gazebo di Zelo con panchina del 500 incorporata (grazie Claudio).
Trovarsi alla partenza della prima maratona con chi stava per cominciare la sua quarantesima.
Passare alla mezza e trovare Gabriella e Gigi a incitarti (vale di piu' di una pastiglia di maltodestrine !!).
Il parco di Trenno con il Monte Rosa pieno di neve.
Il cartello finto dell'ultimo chilometro quando ne manxcava 1 e mezzo (assassini !!!)
Arrivare all'arrivo e sentire le urla di Carla.
Ricevere la coperta, la medaglia. Il te' caldo sempre al gazebo di Zelo.
Claudio che ti stringe la mano come se avessi vinto io.
Ma forse ho davvero vinto (anch') io ....
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